Sabato 25 febbraio, presso la sala del Consiglio della Città Metropolitana di Napoli si è tenuto il convegno “Campania verso Rifiuti Zero”.

Alla presenza di Rossano Ercolini, promotore della strategia Rifiuti Zero in Italia e fondatore del Centro Ricerca di Capannori, e con la partecipazione di amministratori dei comuni aderenti a RZ  e firmatari del Patto per la Terra dei Fuochi, si è fatto un tagliando di controllo ai comuni sottoscrittori a cominciare dal Comune di Napoli, che ha riconfermato gli impegni assunti, con una nuovo programma da definire all’insediamento del nuovo Osservatorio Rifiuti Zero.

Con imprenditori del settore del riuso e del riciclo, ricercatori del C.N.R. e il mondo dell’associazionismo abbiamo fatto il punto sullo stato dell’arte della gestione dei rifiuti urbani in Campania.

Si è discusso sulle buone pratiche per la riduzione della produzione dei rifiuti, come il compostaggio domestico e di prossimità e il riuso di beni durevoli. A tal proposito Augusto Lacala, presidente della rete nazionale operatori dell’usato O.N.U. ha ricordato i ritardi dei decreti attuativi da parte del Ministero dell’Ambiente in tema di preparazione per il riutilizzo e “centri e reti di riuso”, con ovvi ritardi e difficoltà al loro avviamento.

I maggiori imprenditori delle piattaforme di selezione presenti in Campania, Nappi Sud, Erreplast e Ambiente spa, hanno affermato l’importanza di chiudere la filiera del riciclo con le aziende utilizzatrici di materie prime seconde, affinché la sostenibilità economica e ambientale di tutte le attività dedicate alla preparazione al riciclo sia totale. Hanno offerto chiarimenti in merito alla r.d. ai numerosi amministratori presenti, sfatando i tanti miti sulla selezione dei rifiuti e chiedendo al contempo ad essi maggiori controlli sulla gestione dei servizi offerti dalle aziende d’igiene urbana, sulla redazione dei contratti, un flusso di comunicazione continuo con i cittadini terminali del sistema e sopratutto trasparenza sui risultati conseguiti.

Il prof. Mario Malinconico, Direttore di ricerca presso l’Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pozzuoli, ha infine presentato un approfondimento sulle nuove tecnologie sperimentate nei laboratori del C.N.R. per il riciclo di componenti di materie plastiche dedicate all’industria aerospaziale e al settore nautico. Per rispondere all’annosa problematica di tanti imballi non riciclabili invece una soluzione potrebbe essere offerta dalle bioplastiche derivate dagli scarti del settore agroindustriale, i cui polimeri sono stati sperimentate presso i laboratori.

Resta fermo il punto della riduzione a monte della produzione dei rifiuti, conseguita anche attraverso una maggiore consapevolezza delle scelte operate dai consumatori all’atto dell’acquisto, ma si è ribadito che allo stesso tempo la riprogettazione può, anzi deve, rappresentare lo strumento necessario per correggere i tanti errori di progettazione di beni durevoli e di consumo, compreso gli imballaggi, affinché ne possa sempre essere consentito il riuso e il riciclo.

Questo consentirebbe non solo di avvicinarsi alle nuove proposte del pacchetto sull’economia circolare, che prevedono di aumentare la percentuale di rifiuti urbani riutilizzati e riciclati portandola almeno a 70% entro il 2030 e di aumentare la percentuale di rifiuti di imballaggio riciclati portandola a 80% sempre entro il 2030, ma anche che non siano le comunità a farsi carico degli elevati costi di smaltimento degli “errori” altrui.

Le energie e le sinergie per svoltare in Campania non mancano, ma i risultati potranno vedersi solo quando i decisori politici saranno in grado di mettere a punto percorsi autorizzativi trasparenti, rapidi e rafforzati dalla certezza delle norme.

Zero Waste Italy