Il bilancio del 2017 è straordinariamente positivo sia che lo si veda dalla visuale italiana sia da quella dello sviluppo di Zero Waste Europe. In Italia tanti i risultati raggiunti: il 52% di RD riferito al 2016 ma formalizzato da ISPRA con il Report 2017 che pone l’Italia delle comunità RZ (bottom up) tra gli Stati Guida delle buone pratiche in Europa e nel mondo. Questo risultato appare straordinario se si considera che i Governi non hanno certo aiutato puntando al contrario ancora una volta sugli inceneritori e sulle discariche (vedi il famigerato articolo 35 dell’ anacronistico “Sblocca Italia”. 275 è invece il numero dei comuni che ad oggi hanno aderito alla lista delle municipalità Rifiuti Zero o ZW rappresentando oltre sei milioni di abitanti rappresentati.

L’iniziativa del 26-29 ottobre svoltasi a Campi Bisenzio che ha visto la partecipazione di 500 persone dimostra la vitalità di questo movimento che coinvolgere ormai dalla stessa parte della barricata sindaci, attivisti, associazioni e comitati. Se poi consideriamo il comune di Roma che ha chiesto formalmente di entrare a far parte di questa Lista e che ancora sotto valutazione da parte del Board Internazionale che proprio appena prima dell’evento di Campi Bisenzio ha avuto un confronto positivo e  serrato con la sindaca Virginia  Raggi, con l’assessore Pinuccia Montanari e con Lorenzo Bagnacani gli abitanti da considerare sarebbero ben NOVE MILIONI cioò circa il 15% del totale della popolazione italiana.

Certo, come riscontrato nel citato incontro di Campi Bisenzio (dove erano presenti una settantina di sindaci) non tutti i comuni della Lista ZW stanno lavorando al massimo ma possiamo garantire che la strgrande maggioranza di essi, da nord a sud compreso le isole fa parte di quel processo virtuoso che ha portato l’Italia in vetta alle classifiche europee per le percentuali di RD battendo Svezia, Danimarca, Inghilterra, Francia, Spagna ecc. Se poi consideriamo questo peocesso dall’ottica di Zero Waste Europe vediamo che a livello continentale le municipalità che hanno dichiarato la sfida ai rifiuti (cioè l’equivalente della delibera Rifiuti Zero) sono circa 400 (Lubiana è stata la prima capitale europea) delle quali circa il 70% sono italiane. Anche sul fronte dell’incenerimento i numeri pur contraddittori rivelano la FINE dell’inganno della “termovalorizzazione”. Nel 2003 quelli italiani erano 56 adesso sono 43.

Purtroppo a fronte di questa buona notizia frutto di battaglie quasi sempre vinte dobbiamo registrare negativamente il dato secondo cui “l’avvio ad incenerimento” è cresciuto a causa soprattutto di tre sconfitte da noi subite (a fronte di almeno 60 impianti “colpiti ed affondati” progettati e o esistenti) subite dalla costituzione di Zero Waste Italy: Acerra, Parma, Torino. Essendo questi (soprattutto ad Acerra e a Torino) di grossa taglia a fronte della drastica riduzione di inceneritori è stato incrementato fino a circa il 19% il flusso dei rifiuti urbani bruciati.
Di sicuro, molto rimane ancora da fare ma la strada intrapresa delle buone pratiche sembra irreversibile anche  grazie alla spinta (per ora più teorica che pratica) dell’Economia Circolare da parte UE.Pur permanendo, infatti, ampi spazi di ambiguità nel “messaggio” del “Governo” europeo (a trazione Tedesco-Francese-scandinava e questi  Paesi risultano ancora la “locomotiva” dove la lobby inceneritorista tenta frequentemente “sortite” per inquinare un approccio coerente alla “circolarità dei processi produttivi”) l’incenerimento ha perso vigore mentre l'”esempio italiano” sta trascinando per esempio i “nuovi Paesi” dell’Est. Non è un caso che Zero Waste Europe ormai risulta insediata in 26 Paesi Europei e che “il Potere di Contrattazione” di ZWE sullo stesso “Governo” UE sia aumentato notevolmente.

Le priorità del 2018: PRETENDERE DAL NUOVO PARLAMENTO LA REINTRODUZIONE DEL VUOTO A RENDERE per ridurre soprattutto gli imballaggi in plastica, UN PIANO NAZIONE PER LA RIPARAZIONE-RIUSO E RICICLO che svilupperebbe l’occupazione 8pensiamo al recupero dei metalli preziosi nei dispositivi elettrici ed elettronici), APPROVARE LA LEGGE RIFIUTI ZERO. Questi provvedimenti collegati tra loro porrebbero il nostro Paese all’avanguardia della “governace ambientale”  e fornirebbero anche su scala sociale potenti strumenti per contrastare le disuguaglianze sociali per le buone pratiche creano non ricchezza per le multinazionali ma per le comunità locali. Ecco: Zero Waste Italy si muoverà in questa direzione.

L’aver lanciato insieme al Centro di Ricerca RZ del comune di Capannori la “CAMPAGNA CONTRO LA DOPPIA SPORCA DOZZINA” di prodotti non riciclabili quasi tutti “usa e getta” e di plastica (ricordiamoci i “Mari di Plastica” che l’amico capitano Charles Moore lancià dal lontano 1997) è un esempio di come adesso diventa determinante “stressare” i PRODUTTORI coinvolgendo, anche attraverso “casi studi mirati” (come quello sulle capsule per il caffè) la loro “Responsabilità Estesa”. Non abbiamo tempo da perdere perchè le sorti del nostro Pianeta sono davvero nelle nostre mani che devono differenziare, comprare prodotti dal lungo ciclo di vita e che devono stringersi in un pugno quando c’è da combattere un inceneritore, un impianto a combustione di “biomasse”, un cementificio in cui si vorrebbe bruciare il CSS (Combustibile Solido Secondario).

Per questo già da Gennaio ZERO WASTE ITALY riproporrà la martellante campagna Zero Waste con un nuovo ciclo di conferenze con l’amico di sempre, professor Paul Connett. Oltre che essere immancabilmente nella “culla” dove è sorto lo Zero Waste italiano e ci0è a Capannori e Lucca Provincia, sarà in Puglia, nel Lazio e in altre città della Toscana. Io stesso, già dal 13 gennaio, sarò a Massafra dove si combatte da anni una dura battaglia contro l’inceneritore Marcegaglia-Albanese per poi “toccare” un “vortice” di altre località dove supportare i gruppi locali RZ. Nello week end del 25 aprile, di nuovo a Capannori promuoveremo UN TRAINING FORMATIVO SUI CENTRI DI RICERCA RZ e a giugno come faccioamo ormai da due edizioni premieremo le “Imprese verso Rifiuti Zero”.

Senza dimenticare che il 23, 24, 25 marzo saremo (probabilmente a Bruxelles) per l’INCONTRO GENERALE DI ZERO WASTE EUROPE. Insomma, come sempre tante cose da fare, tante speranze, tanto entusiasmo, tanta energia da condividere.

La fatica si farà sentire ma le soddisfazioni che raccoglieremo la ripagheranno come sempre è avvenuto questi anni. Per tutto il resto… c’è mastercard!

UNISCITI A NOI! AUGURI!

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy e di Zero Waste Europe.