NO AL PROGETTOย Eni gas e luceย –ย Regione Toscana CHE VUOL TRASFORMARE STAGNO E AREA LIVORNESE NEL RICETTACOLO DEI RIFIUTI FIORENTINI E DELL’ATO CENTRO. SI’ A RIFIUTI ZERO A LIVORNO, A FIRENZE E IN TUTTA LA TOSCANA.

โ€ผ๏ธSabato 11 luglio alle ore 17โ€ผ๏ธ Zero Waste Europe e Zero Waste Italy invitano a partecipare ad un presidio organizzato a Stagno da molte realtร  della provincia di Livorno, di Firenze, di Pisa, di Lucca tra le quali il Friday for future e le Mamme No Inceneritore
con questo progetto, ENI che dovrebbe bonificare un territorio che ha fortemente contribuito ad inquinare si troverebbe addirittura premiata accogliendo sotto lauto pagamento circa 200.000 tonnellate di rifiuti provenienti dall’area fiorentina..
A Stagno i rifiuti costituiti da Combustibile Solido Secondario (#CSS) e da plastiche eterogenee (#plasmix) verrebbero sottoposti ad un trattamento di gassificazione (che la normativa assimila ad incenerimento) a cui seguirebbe una trasformazione del syngas (gas di sintesi) in #metanolo.
Questo processo รจ stato addirittura assimilato da ENI ed incredibilmente dalla Regione Toscana ad “#economiacircolare” attraverso una delle mistificazioni piรน spudorate degli ultimi 10 anni.
Infatti, mentre il “pacchetto per l’economia circolare” varato dalla Unione Europea si fonda sulla trasformazione degli scarti di un processo produttivo in nuovi materiali per altri processi manifatturieri (esempio, scarti metallici comprese le famigerate “terre rare” derivanti da rifiuti elettrici ed elettronici oppure i “maceri” delle cartiere ecc).

Ma quale economia circolare! per stessa ammissione ENI dalle 200.000 tonnellate di plastiche sporche importate da Firenze verrebbero ricavate 100.000 tonnellate di metanolo da additivare ai carburanti da trazione (comunque inquinante). Dalle 100.000 tonnellate di metanolo deriverebbero 200.000 tonnellate di anidride carbonica, 30.000 tonnellate di scorie e ceneri, ed almeno 200.000 tonnellate di acqua fortemente inquinata per la depurazione del syngas (con circa 10.000-12000 tonnellate di fanghi tossici e nocivi da smaltire in inceneritori). A fronte di 100.000 tonnellate di metanolo prodotto, si avrebbero ben 430.000 tonnellate di emissioni (tra gassose, solide e liquide).

Mentre siamo ancora in attesa di un progetto tecnico che chiarisca le caratteristiche delle emissioni in atmosfera di un progetto che non ha “precedenti industriali nel mondo” COME, QUELLO DI ENI, SAREBBE UN PROGETTO DI ECONOMIA SPORCA per di piรน “avvelenato” da un uso spregiudicato e scorretto di una comunicazione ridotta a “spot pubblicitario”.

Se poi a tutto questo si somma il proposito di trasformare Stagno e l’area livornese nella “pattumiera” della provincia di Firenze si capisce la portata devastante di questo progetto incredibilmente sostenuto dalla Giunta Regionale.
Enrico Rossi ed ora il candidato presidente Eugenio Giani ci devono spiegare come mai, dopo aver imposto i tre ATO in Toscana per la gestione dei rifiuti, in una mossa del tutto verticistica e autoritaria ora vorrebbero imporre la concentrazione di gran parte degli scarti nell’area settentrionale della regione ed addirittura nelle mani di un “monopolista privato” come ENI affiancato da un soggetto gestore come Alia Servizi Ambientali Spa sconfitto, non solo nel tentativo di costruire l’ #inceneritore di #casePasserini a Sesto F.no ma soprattutto nel fornire soluzioni alla gestione dei rifiuti nell’area Firenze-Prato-Pistoia.

E’ EVIDENTE CHE OCCORRE UN NUOVO #PIANOREGIONALE DEI RIFIUTI con tutto il corollario imprescindibile per normativa e per “vocazione democratica” dei territori toscani.
E’ evidente che dopo la sconfitta dell’inceneritore nell’area fiorentina debbano essere generalizzate le buone pratiche rifiuti zero a partire dalla riduzione, riparazione, riuso, riciclo degli scarti. Occorre, in particolare, che a Firenze dove la #RD si attesta a livelli colpevolmente bassi e comunque nettamente al di sotto di quel 65% che per legge si sarebbe dovuto raggiungere addirittura nel 2012, parta la raccolta porta a porta supportata da adeguate iniziative di riduzione dei rifiuti a partire dalle plastica usa e getta e di realizzazione di centri di riparazione riuso.
Le circa 200.000 tonnellate di #RifiutoUrbanoResiduo (RUR) che rimarrebbero in ATO centro al netto di una RD al 75-80% (le province di Prato e di Lucca e tutto il comprensorio empolese val d’Elsa raggiungono giร  questo obiettivo) possono essere gestite in un impianto di trattamento meccanico biologico opportunamente aggiornato per recuperare ulteriormente materiali sottraendoli allo smaltimento (esistono in proposito esempi industriali giร  operativi in Italia). Nel breve periodo si tratterebbe non piรน di 80.000 tonnellate anno che in prospettiva possono ridursi abbondantemente sotto le 50.000 con opportuni interventi tesi a ridurre alla fonte gli scarti soprattutto derivanti da plastiche di imballaggio.
Per questo, Zero Waste Europe e Zero Waste Italy chiedono prese di posizione nette da parte dei #Sindaci non solo dell’area livornese ma anche e soprattutto dell’area ATO centro contro il Progetto ENI (ma devono essere chiusi anche gli #inceneritori rimasti in Toscana a partire da quello del #Picchianti, di #Montale e di quello per fanghi di #Baciacavallo).

Analoga richiesta viene rivolta A TUTTI I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE TOSCANA chiamati ad imprimere una svolta netta verso l’obiettivo rifiuti zero e verso la transizione ecologica.
#RifiutiZero significa non solo bonificare i territori e l’ambiente ma anche e soprattutto piรน posti di lavoro nell’industria del riciclo e nell’economia circolare e processi partecipativi dal basso basati sulla centralitร  delle comunitร .
SENZA LA GENTE NON SI DECIDE NIENTE!

Per Zero Waste Europe e Zero Waste Italy
Rossano Ercolini – Goldman Environmental Prize 2013

Comitato Rifiuti Zero di Cecina Centro di Ricerca Rifiuti Zero Capannori – www.rifiutizerocapannori.itLa Piana contro le nocivitร -Presidio Noinc Noaero Circolo Legambiente Livorno Mamme No Inceneritore Collesalviamo l’ambiente Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno