31.12.2017 – La Corte di Cassazione ha messo una pietra tombale su di un inceneritore (realizzato in fine anni’90) per anni mistificato come “cogeneratore”. Azienda (la Scarlino Energia) e Regione non potranno più niente per sbloccare questo impianto che ha tenuto l’intera provincia di Grosseto sotto ricatto per un ventennio. Ma il tempo è galantuomo specialmente quando le comunità si mobilitano e rivendicano salute ed ambiente. E’ stato un onore contribuire a questa vittoria (cosi’ come avvenuto in Val di Sieve in provincia di Firenze) sostenendo il COMITATO PER IL NO attraverso numerosi incontri e conferenze (a volte con Paul Connett e a volte con il sottoscritto fino dal 1998). Una grande soddisfazione che voglio condividere con amici attivisti come Ubaldo Giardelli, Roberto Barocci e Chiara Pierini che insieme al WWF hanno fatto davvero molto (non solo sul piano legale) per contrastare questo impianto di industria sporca. Adesso in Toscana di 10 inceneritori grazie alle lotte di tanti comitati ed associazioni e grazie all’azione martellante di RZ ne rimangono 5 ( Pisa, Livorno, Poggibonsi, Arezzo, Montale più quello per fanghi di Baciacavallo a Prato). Adesso attendiamo la CANCELLAZIONE dell’inceneritore di Case Passerini vera spada di Damocle sull’intera Regione e non solo sulla provincia di Firenze. Ora, il presidente Rossi che sembra si stia smarcando dalla fallimentare politica inceneritorista propugnata dal PD toscano ma anche da…lui E’ CHIAMATO ALLA PROVA DEI FATTI. In una gradualità da stabilire TUTTI GLI INCENERITORI DEVONO ESSERE CHIUSI (in un lasso temporale non maggiore di tre anni) considerando che quelli menzionati sono vecchi e trattano pochissimi quantitativi di rifiuti. E’ il momento di un nuovo piano regionale BASATO SUI 10 PASSI VERSO RIFIUTI ZERO e sulla elaborazione di un Piano Regionale del RIUSO-RICICLO.

A partire da Gennaio anche con Paul Connett lanceremo questa vertenza-campagna perchè la nostra Regione merita LA SERIE A delle buone pratiche e non il declino (serie D) sempre più melmoso verso l’ottusa centralità degli smaltimenti in discarica e o negli inceneritori. Brutte storie come quelle dell’ATO Toscana sud e e dell’area livornese PRETENDONO UNA SVOLTA NON PIU’ RINVIABILE. Rossano Ercolini