Soddisfazione per il corso appena conclusosi a Capannori sul ruolo dei Centri Ricerca Rifiuti Zero e sulla analisi del rifiuto residuo.

Sono stati tre giorni densissimi di “apprendimenti” e di contatti relazionali che hanno contraddistinto uno week end a Rifiuti Zero.

“Corsisti” provenienti da tutta Italia (ma anche da Manchester e dalla Francia) hanno visto come viene svolta l’analisi del residuo operata da ormai 8 anni dal Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori in applicazione della seconda parte del passo numero 8 nel contesto dei 10 passi Zero Waste.

Il ruolo dei Centri di Ricerca Rifiuti Zero si colloca nel passaggio in cui, attraverso l’analisi del RUR (è importante per un comune Rifiuti Zero portare a meno di 100 chili il rifiuto urbano residuo ma non basta) viene coinvolta la Responsabilità Estesa dei Produttori che congiuntamente alle comunità devono collaborare alla tendenza di azzerare i rifiuti a partire dagli imballaggi plastici. Come coinvolgerla dal basso (bottom up) Sviluppando “casi studio” come quello sulle capsule del caffè, come quello svolto dai bambini sulle figurine adesive (dal Club dell’Albatros dei bambini della quinta A di Marlia nel comune di Capannori) oppure come quello intrapreso recentemente nel denunciare la non riciclabilità di sistemi di imballaggio come quelli dei “tortellini Rana” (ma vale anche per “pasta Rummo”) e di Esselunga per formaggi e prodotti freschi.

Il tutto è avvenuto sviluppando la campagna nazionale contro io prodotti non riciclabili della “Doppia Sporca Dozzina” che da un anno e mezzo denuncia con le lettere di “C’è Posta per Te” un elenco di 24 prodotti non aventi alternativa allo smaltimento.

Il corso di formazione ha però messo a disposizione dettagliate alternative già da oggi in grado di ridurre gli smaltimenti facendo parlare le Famiglie Rifiuti Zero di Capannori che già da oggi acquistano prodotti alla spina e/o riusabili pannolini lavabili, assorbenti femminili riusabili, accendini non monouso, cotton fioc compostabili, ecc., in grado di consentire una produzione di RUR non superiore a 3 kili a testa come dimostrato, appunto, dalle circa 40 famiglie Rifiuti Zero di Capannori nel 2017.

Toccante, inoltre la partecipazione dei bambini del Club dell’Albatros di Marlia che hanno esposto la lettera inviata a Pizzardi Editore per evitare la plastica negli adesivi delle figurine e la motivazione di contrastare la plastica negli oceani.

Nella domenica 29, poi, sono stati consegnati i premi alle imprese verso Rifiuti Zero del 2018 che hanno rigurdato il GRUPPO SEB per la sua campagna contro l’obsolescenza programmata dei prodotti, TRED Livorno che ha prodotto il Purygreen dal poliuretano dei frigo, a SUMUS produttrice tra l’altro di teli per la pacciamatura in cellulosa da riciclo ed infine a TIARE’, piccola catena di bioscomesi che vende anche coppette mestruali, pannolini lavabili e prodotti di igiene personale alla spina.

Oltre a tutto lo staff del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e di Zero Waste Italy è intervenuto con coinvolgenti aggiornameti relativi anche alla bocciatura dell’articolo 35 da parte del TAR del Lazio anche Enzo Favoino, coordinatore scientifico di Zero Waste Europe e Marco Severini di Selene, capofila del Progetto Life ECOPULPLAST.

Adesso la Primavera Rifiuti Zero continua con i tour del sottoscritto (Livorno il 3 maggio, 19 maggio Terni, 26 maggio ad Este) e di Paul Connett di cui già sono previste tappe a Capannori, Fornaci di Barga, Mantova (31 maggio), Oltre Po pavese e Genova.

Rossano Ercolini

Di seguito una carrellata di foto e documentazione relativa a questa tre giorni. (Cliccare sulle Scritte in Blu)

Video Progetto Life Ecopulplas