Rifiuti Zero Capannori: fine giugno all’insegna dell’interesse internazionale. Quando un successo locale diventa globale e… virale!

Si festeggiano i 15 anni di Zero Waste a Capannori e questa storia è divenuta nel corso degli anni virale trasformando un’esperienza locale in un modello globale che sta attirando su di un piccolo comune un interesse planetario a dimostrazione che sì la realtà si può cambiare a patto che si parta ponendo al centro l’ambiente e la partecipazione diretta dei cittadini. A partire dal 24 giugno si alterneranno a Capannori delegazioni internazionali che a turno visiteranno le buone pratiche rifiuti zero attuate in questi anni nel nostro comune a partire da quella del Centro Ricerca Rifiuti Zero. In particolare il 24 alle ore 14 presso il Parco Scientifico di Segromigno in Monte una delegazione saudita proveniente dalla città in costruzione NOAM (un progetto visionario che punta a trasformare un’enorme area desertica in un esempio di sostenibilità) che si svolge nel nord ovest dell’Arabia Saudita incontrerà Rossano Ercolini e il suo staff per apprendere le coordinate del progetto ZW. Il 27 giugno una delegazione di Zero Waste Europe e da MI.ZA (Mission Zero Academy) incontrerà sindaco e amministratori del comune per istruire la pratica della nuova Certificazione europea che dichiarerà il comune di Capannori quale primo comune italiano con tale certificazione ed uno dei primissimi in Europa. Il 28 poi, presso il Parco Scientifico si svolgerà un training formativo per gli “auditor” che avranno il compito di controllare e supportare i 330 comuni italiani RZ verso la nuova certificazione. Infine il 29 pomeriggio la PSF (Plastic Solution Fund) legata alla fondazione Rockefeller con il suo intero Board internazionale formato da 30 persone visiterà il Centro Ricerca Rifiuti Zero, i Centri Daccapo e sarà presente al mercatino dello sfuso e dei prodotti locali che a partire dalle 17,30 si svolgerà presso i Diavoletti a Camigliano. Questo fermento internazionale non solo crea grande visibilità per il nostro comune ma attribuisce grande responsabilità a tutta la nostra comunità vista ormai quale modello da cui apprendere. Infine una domanda retorica e costruttivamente polemica: “Sarebbe stato così se nel 1997 la Regione Toscana con tutti i suoi sostenitori locali trasversali fosse riuscita a costruire l’inceneritore?”


L’ufficio stampa del Centro Ricerca RIfiuti Zero di Capannori.