Proficuo incontro, quello di ieri, all’insegna dell’attenzione e della necessità di dar seguito alla collaborazione tra Zero Waste Italy, il movimento politico Terra-Terra per la Rivoluzione Ecologica e deputati e senatori del MoVimento 5 stelle. Erano presenti: Davide Zanichelli, Patty L’Abbate, Emma Pavanelli, Francesco Berti, Alberto Zolezzi, Carmen di Mauro, Virginia La Mura, Giuseppe d’Ippolito, Giovanni Vianello. Hanno partecipato, inoltre, Antonella Galetta di Zero Waste Italy Emilia Romagna, Nicola Suggi e Stella Sorgente del MoVimento 5 stelle di Livorno.

Rossano Ercolini ha ringraziato i presenti a partire da Davide Zanichelli che ha saputo coinvolgere una buona parte di deputati e senatori delle rispettive commissioni ambiente a cui è seguita una vera e propria relazione su come migliorare testo ed impegni contenuti dalla bozza del 7 gennaio approvata dal Governo. In particolare Rossano Ercolini pur apprezzando i miglioramenti contenuti nell’ultimo testo che non prevede più per esempio le “regalie” ad ENI ha raccomandato ulteriori migliorie a partire da un approccio che superando la settorialità assuma in modo trasversale la centralità ambientale e la circolarità dei processi produttivi su cui investire.

Quindi, non solo, trasformare i rifiuti in materie prime attraverso raccolte differenziate capillari complementari a piattaforme che ne  valorizzino la qualità merceologica da reinserire nelle rispettive filiere manifatturiere. Ma anche, a partire proprio dalla strategia Rifiuti Zero configurare scenari produttivi che attraverso la produzione di compost di qualità dalle frazioni organiche rilancino il valore ecologico ed economico di un’agricoltura sempre più sottratta ai pesticidi e alle colture e allevamenti intensivi connessa alla tutela di ambiente, biodiversità, paesaggio, difesa del suolo, del clima (attraverso il mantenimento del carbonio nei terreni). A  riprova di questo approccio olistico (o sistemico come lo ha definito la senatrice Patty l’Abbate) anche i riferimenti ad affrontare i temi della scuola e della sanità ponendo al centro salute ambientale circolarità.

Nella scuola, dal livello della primaria alle università occorre insegnare ai giovani come funziona la natura favorendo un curriculum ed una preparazione professionale centrata sulla sostenibilità ambientale e sulla capacità di rigenerare i cicli naturali. Così come gli investimenti nella sanità dovranno puntare alla attuazione di prevenzione primaria facendosi carico di monitorare lo stato di salute della popolazione e di bonificare dalle polveri e dagli inquinamenti aria e cibo.

Rossano Ercolini ha posto particolare enfasi, visto che una quota importante del Recovery Plan è vincolata per il Mezzogiorno, nell’elaborare un piano generalizzato di raccolte porta a porta per tutto il meridione d’Italia in grado non solo di migliorare la qualità ambientale ma soprattutto, integrato con piattaforme e una impiantistica volta al recupero di materia, produzione di compost e di promuovere migliaia di posti di lavoro (si valuta statisticamente che per ogni 1000 abitanti circa ci sia un posto di lavoro nella sola fase di raccolta!). Poichè nel testo di UE recepito dal Governo si invita  a scegliere progetti da finanziare in base alla “resa occupazionale” non c’è dubbio che la proposta di cui sopra si muove, alla lettera, in questa direzione.

Rossano Ercolini, infine, ha fatto riferimento alle “riforme” da intraprendere per favorire questa governance con appositi interventi normativi: potenziare ed applicare il Green Procurement accelerando sui CAM (Criteri Ambientali Minimi) per dare un mercato sicuro a prodotti e materiali alternativi alla plastica e agli sprechi; varare finalmente il decreto attuativo per la “preparazione per il riutilizzo” inspiegabilmente bloccato da un decennio; applicare protocolli che sanciscano con trasparenza e senza  lungaggini burocratiche il passaggio normativo di materiali da rifiuto a “materia prima” (end of waste; approvazione di una legge che fornisca sgravi fiscali a chi ripara i prodotti (dalle scarpe, agli elettrodomestici) sul modello di altri Paesi europei.

È seguito un interessantissimo contributo da parte di tutti i parlamentari che all’unisono hanno ringraziato il lavoro di Zero Waste Italy e manifestata la volontà di impegnarsi per un coinvolgimento diretto della Rete stessa nell’iter parlamentare del Recovery Plan attraverso incontri con le commissioni competenti.

L’auspicio del confronto è stato esteso a tutte le forze ambientaliste riconoscendo che nel recente passato tale coinvolgimento avrebbe dovuto essere maggiore. Insomma, una bella occasione per riprendere il filo a volte spezzato di una collaborazione feconda tra società civile e movimenti bottom up (ma anche rappresentata per esempio da oltre 300 sindaci dei comuni Rifiuti Zero) che oggi, però, è assolutamente decisivo rilanciare, favorire questa sinapsi, fare squadra, connettere sono, infatti, le sfide da vincere per imboccare la via della conversione ecologica.