In una cornice partecipativa numerosa e qualificata si è svolto ieri 28 dicembre il seminario sul distretto cartario. Erano presenti gli assessori all’ambiene dei comuni di Barga Giorgio Salvateci, di Borgo a Mozzano Donatella Zanotti, di Gallicano Maurizio Bacchini ei consiglieri regionali del 5 stelle Gabriele Bianchi e Giacomo Giannarelli, il titolare di Selene Marco Severini e Giampaolo Di Nuzzo di Top Rail oltre a rappresentanti di associazioni come la Libellula di Barga e della Rete Ambientale della Versilia e membri del consiglio di fabbrica della KME di Fornaci di Barga.

Il Seminario ha messo a punto le prossime mosse in tema di spostamento del traffico merci (materie prime come la cellulosa e come i “maceri” ma anche i prodotti delle cartiere e delle cartotecniche) dai camion alla ferrovia ed in tema di industrializzazione del Progetto Life ECOPULPLAST relativo al recupero dei materiali (plastici e cellulosici) presenti in esso per produrre pallet in “plastica seconda vita”.

Grande attenzione è stata data alla vicenda che vede la Fonderia di rame KME di Fornaci di Barga impegnata a progettare (ma il progetto per adesso è solo “a chiacchiere”) un pirogassificatore per bruciare lo scarto di pulper. E’ chiaro  che se questo progetto venisse  realizzato rappresenterebbe oltre che un’aggressione all’ambiente della intera Valle del Serchio  anche una “mazzata” al Progetto Ecopulplast per il cui sviluppo Selene (come confermato da uno dei titolari) ha già investito ingenti somme soprattutto per l’acquisto e la messa in opera  dell’impianto pilota di estrusione e stampaggio.

Al contrario lo sviluppo di questo progesso su scala industriale potrebbe significare non solo portare a soluzione in modo virtuoso il problema delle cartiere che necessitano di importanti smaltimenti (circa 100.000 tonnellate anno) potendo prevedere il trattamento di tutte le plastiche eterogenee (plasmix) contenute nel “pulper” (che rappresentano quasi il 65% del totale di questo rifiuto speciale) e il recupero della cellulosa ancora idonea al processo produttivo cartario di ondulati e cartoncini (circa il 12% del totale del pulper).

Un impianto di questo tipo potrebbe, dalla sua messa in atto, trattare oltre 30.000 tonnellate di plastiche che con l’aggiunta del recupero della cellulosa di scarto già in corso  per esempio in alcune grandi aziende locali del settore arriverebbe a coprire il fabbisogno di smaltimento delle cartiere che producono pulper fino ai quattro quinti. Sarebbe poi relativamente facile implementando le linee di lavorazione già esistenti arrivare alla copertura definitiva dei fabbisogni di smaltimento. tutto, applicando alla lettera i fondamenti europei dell’ECONOMIA CIRCOLARE e significando almeno trenta posti di lavoro nella filiera del riciclo. I pallet prodotti adesso sotto sperimentazione attraverso l’azienda consociata ENI, Versalis (a gennaio sarà la volta di alcuni centri di grande distribuzione in Toscana a utilizzare i nuovi pallet) trasformerebbero da problema a risorsa una criticità endemica per il nostro territorio e per il comparto produttivo.

E tutto grazie ad un messaggio  di “coesione sociale” che vede uniti per la prima volta i “cittadini attivi” nella difesa della salute dei territori ed il mondo imprenditoriale. Si capisce perchè “Rifiuti Zero” si oppone con fermezza ad un eventuale “ritorno al passato” rappresentato dalla eventuale progettazione di un pirogassificatore che, tra l’altro, non presenta nemmeno alcuna “referenza industriale” (non esistono, infatti, impianti funzionanti di questo tipo per bruciare rifiuti).

Dal seminario svoltosi ieri emerge infine alla Regione Toscana l’ISTITUZIONE DI UN TAVOLO DI CONFRONTO E DI AZIONE per spingere verso quel concetto aperto di ECONOMIA CIRCOLARE tanto sbandierata ma poco “progettata” ed ancor meno finanziata e supportata dalle istituzioni e dai decisori politici.

I proponenti del seminario (Zero Waste Italy, Zero Waste Europe e Ambiente e Futuro) si impegnano infine a CHIEDERE UN INCONTRO URGENTE  CON IL PRESIDENTE ROSSI affinchè la Regione Toscana sia più presente con il suo ruolo dentro questo scenario cosi’ vitale ecologicamente ed economicamente per le nostre comunità.

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e Zero Waste Italy