Ancora due giorni densi e partecipati, il 7 e l’8 dicembre presso il Parco Scientifico di Segremigno in Monte (Capannori), quelli vissuti insieme all’Accademia Rifiuti Zero Mediterraneo all’insegna della “Scienza dei cittadini”. Ancora una volta immessi in un circolo democratico saperi e conoscenze altrimenti relegati alla marginalità dal business as usual.

Protagonisti diversi (imprenditori, attivisti, insegnanti, amministratori e la responsabile dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Lucca-Massa-Carrara) e contesti diversi relativi alle tre sessioni.

Nella prima sessione nel “Giardino dell’ Economia Circolare” abbiamo condiviso ed apprezzato il lavoro di imprese come Fertil, Sumus, Naturanda, Funghi Espresso, Minì Italia volti a promuovere prodotti frutto di accurate ricerche nel segno genuino di un’Economia Circolare, spesso dichiarata da molti ma in modo strumentale e retorico.

In questo caso è stato il florovivaismo utilizzatore massivo di plastica per i vasi ad essere “investito” dell’opportunità di poter utilizzare contenitori e vasi biodegradabili ben più coerenti con quel bisogno di riportare il verde in città e piantare alberi che anch’esso viene continuamente proposto non sempre in modo coerente. 

In seguito sono state presentate alternative ai regali di Natale con la Vetrina dei Prodotti Rifiuti Zero.

Nella seconda sessione dedicata all’empowerment degli attivisti si è ripercorsa la vicenda del “gassificatore di Empoli” dove a fronte di un tentativo maldestro dei proponenti ed ahimè delle istituzioni locali e regionali, anche grazie al lavoro di Zero Waste Italy, è sorto un movimento di cittadini vastissimo che ha portato in piazza oltre 4000 persone.

Esso è il prodotto combinato del comitato Trasparenza per Empoli che sta riuscendo a connettere conoscenze di dettaglio con la necessaria passione civica e delle Mamme di Empoli che hanno saputo trasformare in vertenza generazionale iniziative che sarebbero potute rimanere in un cerchio ristretto.

Ma forse il momento più alto della due giorni è stata l’ultima sessione dedicata a promuovere una Costituente Eco-pacifista ma soprattutto a lanciare in itinere un Parlamento della Società Civile che si mette in cammino per la svolta ecologica che non può essere delegata a chi sostiene trivelle, inceneritori e gassificatori e ponte sullo stretto.

Si sono alternati interventi di altissimo spessore che hanno dato il senso di come non si deve confondere scienza con scientismo (uso tecnocratico dei saperi appiattito sugli interessi del business as usual e sulle applicazioni tecnologiche).

I saperi scientifici a partire da quelli dal basso (Zero Waste è un esempio di questa modalità che rende protagoniste le comunità e i “saperi informali” dei territori) devono non solo rispondere ai bisogni concreti dei territori. Ad esempio il “gassificatore” di Empoli è il classico progetto fatto non in funzione dei contesti locali ma al contrario di interessi esogeni ai territori che non a caso coinvolgono gruppi di interesse anche multinazionali come ENI, SUEZ ecc.

Questi saperi devono anche favorire una nuova consapevolezza dei disastri ambientali globali (riscaldamento climatico, impronta ecologica insostenibile, plastica e microplastiche nei mari) per tracciare una via “emancipativa” radicalmente nuova e centrata sul passaggio dalla Egologia alla Ecologia (rispetto dei cicli rigenerativi naturali) fuori dalla stupidità dell’Economia Lineare e rivolti invece a cicli di Economia Circolare.

Ma tutto questo, senza politiche di PACE che in primis evitino i rischi incombenti di guerra nucleare (a proposito di stupidità) sarebbero niente. Ecco perchè nel conflitto ucraino pur in un quadro che vede nella Russia di Putin una responsabilità flagrante (ma anche l’occidente non è alieno da responsabilità politiche e militari che alimentano il rischio della escalation) occorre cercare a tutti i costi una tregua che intanto fermi le armi e le sofferenze e che magari poi fornisca graduali condizioni per un percorso di dialogo internazionale quale garanzia di una ripresa di confronto certo non facile tra Ucraina e Russia magari scevro da autolesionistici nazionalismi.

A sigillo di questa ambizione a portare le società civili al centro della politica e la proposta di un Parlamento dal basso formato da Garanti, Scienziati, attiviste ed attivisti quali autorevoli facilitatori di un nuovo modello di civilizzazione.

Su questo progetto lavoreremo tenacemente perché non possiamo perder tempo!


Rossano Ercolini, coordinatore dell’Accademia Rifiuti Zero Mediterraneo