L’iniziativa nasce dall’idea dell’azienda agricola toscana “Funghi Espresso” che si è ispirata alla teoria della Blue Economy dell’economista Gunter Pauli, secondo la quale gli scarti di un ciclo produttivo possono essere re-impiegati in altri cicli produttivi, in un virtuoso effetto detto “a cascata”, dove nulla finisce nel cassonetto.
Il fondo di caffè rappresenta uno scarto molto importante nel nostro paese. In Italia si contano circa 110mila bar, dai quali ogni anno si producono circa 380mila tonnellate di fondi di caffè, che regolarmente finiscono nel cassonetto dei rifiuti, con relativi costi di gestione. Risorse che andrebbero sprecate e che l’azienda agricola toscana “Funghi Espresso” ha voluto trasformare in materie prime. Infatti, dal 2014, anno di fondazione, a oggi, la startup di Capannori (Lucca), ha recuperato 12 tonnellate di fondi di caffè, utilizzate per produrre e vendere una tonnellata di funghi freschi e 3mila kit per la coltivazione domestica di funghi commestibili della specie Pleurotus.
Funghi Espresso, in un anno di attività ha ricevuto vari riconoscimenti: tra i più importanti quello della Regione Toscana nell’ambito del concorso di idee, “Call for ideas Toscana” come “migliore buona pratica in agricoltura” equello del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) tra le 25 startup agricole più innovative in Italia, entrambi in relazione ad EXPO 2015.
Funghi Espresso lancia su Postepay Crowd la sua campagna di crowdfunding dedicato alla promozione delle attività imprenditoriali nato dalla collaborazione tra Postepay, Visa ed Eppela, per la costruzione del primo container urbano per la coltivazione di funghi in città, con un obiettivo economico di 15mila euro e un co-finanziamento da parte di Visa, di 5 mila.
Tra le ricompense previste per chi contribuirà al finanziamento del progetto: una cena a base di funghi prodotti con il metodo Funghi Espresso in compagnia dei titolari dell’azienda, corsi di formazione per la coltivazione, kit domestici e una giornata in azienda.
“Vogliamo trasformare il nostro processo produttivo in un modello replicabile, che possa essere realizzato anche in contesti urbani” dichiarano Antonio Di Giovanni, e Vincenzo Sangiovanni, rispettivamente agronomo e architetto, fondatori di Funghi Espresso insieme all’imprenditore giapponese Tomohiro Sato.
“Sono sufficienti un semplice container e un po’ di intelligenza artificiale. Sfrutteremo lo spazio in verticale e un sistema di sensori, collegati adArduino, ci permetterà di automatizzare la coltivazione, modificando e controllando a distanza umidità e temperatura tramite la nostra app dedicata, rilasciata sia sui sistemi IOS che Android”.
Un progetto rivoluzionario per favorire lo sviluppo di un nuovo modo di fare agricoltura, producendo cibo sano e nutriente dalla valorizzazione degli scarti, nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio.
VIDEO DI CROWDFUNDING
PER DONARE LINK DELLA CAMPAGNA SU EPPELA:
http://www.funghiespresso.com/
PAGINA FACEBOOK FUNGHI ESPRESSO










