EU-China NGO Twinning exchange 2015
Report 2 di Marta Ferri
Taipei-Gongliao-Halien, Taiwan, 12-20 settembre
Come attività parte del progetto di scambio fra Zero Waste Italy e Friends of Nature, sono stata invitata da quest’ultima a far parte dell’annuale viaggio di lavoro che l’organizzazione pechinese compie. Scopo principale di questo tipo di viaggi è non solo stringere o consolidare relazioni con altre ONG all’estero o in altre province della Cina, ma anche apprendere, condividere e sperimentare expertise, conoscenze ed esperienze. Questi viaggi vedono di solito un’alta partecipazione: per il viaggio in Taiwan, la delegazione è composta da 15 persone parte di vari uffici e con diverse mansioni: dagli addetti alla comunicazione e social network, ai contabili, agli avvocati ambientali, agli operatori socio-ambientali stessi. Sono inoltre presenti anche i manager a capo della ONG.
Le esperienze socio-culturali, nonché la modalità di organizzazione e di agire, presenti in Taiwan sono prese ad esempio da dalle ONG ambientaliste in Cina. Me lo chiarisce Boju, il direttore esecutivo della stessa Friends of Nature e project manager del viaggio, sostenendo che le diverse associazioni che visiteremo saranno di grande aiuto ed esempio per Friends of Nature.
Come è noto, i rapporti fra “Mainland” Cina e il Taiwan possono raggiungere tensioni molto elevate circa questioni diplomatiche e politico-finanziarie (si veda la recente storia con pratagonista i comunisti e i nazionalisti cinesi), ma ciò sembra non influire necessariamente nei rapporti internazionali tra ONG.
Il Taiwan è un’isola fertile, dal suolo vulcanico, ricca di vegetazione tropicale e le cui acque pullulano potenzialmente di molte specie marine. Sin dagli anni 70-80, la corsa all’auto-sostentamento energetico e la gestione interna dei rifiuti ha portato il governo ha creare un piano nazionale che preveda l’energia nucleare, nonchè un impianto di incenerimento in ogni città.
Attualmente nell’isola vi sono 4 centrali nucleari (di cui solo tre attive) e un numero molto alto di inceneritori, centri di riciclaggio per plastica, carta e vetro e piattaforme di gestione dei residui alimentari. In merito a questo, il Taiwan (come del resto, la Cina) sta prestando molta attenzione: vista la massiccia quantità di “food waste” (che, a detta di Friends of Nature, diventa un vero e proprio spreco di cibo) le ONG in collaborazione con il governo hanno da tempo attuato una serie di studi ed iniziative che vertono in parte al recupero di alcune tipologie di cibo cotto (viene usato per nutrire gli allevamenti suini molto diffusi nell’area cinese), sia al compostaggio del residuo umido “row”, non cotto. Il resto viene incenerito.
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