In seguito all’emanazione del precedente pacchetto sull’Economia Circolare e la promessa di una versione più ambiziosa entro la fine del 2015, la Commissione Europea ha appena pubblicato un pacchetto sull’Economia Circolare più debole.
Il pacchetto in questione intende trasformare l’attuale economia europea lineare in economia circolare, rendendo più durevoli i beni prodotti e mantenendo il più possibile il valore dei materiali all’interno del circuito economico, eliminando così virtualmente i rifiuti.
Nonostante i benefici attesi da questo tipo di approccio siano notevoli, la legislazione proposta ed il piano di azione non si mostrano sufficienti a determinare un cambiamento sistemico di questo tipo.
Joan Marc Simon, Direttore Esecutivo di Zero Waste Europe, ha infatti dichiarato: “..il pacchetto proposto apre con lo stesso obiettivo rispetto alla proposta precedente e contiene alcuni elementi positivi (come l’allineamento dei prezzi di gestione rifiuti in base alla gerarchia del rifiuto), ma non per questo costituisce una proposta più ambiziosa.
La nuova legislazione sui rifiuti è stata “annacquata” rispetto al pacchetto emanato nel 2014. Il piano di azione è perlopiù un collage di proposte molto vaghe, alcune delle quali ci si aspetta verranno implementate non prima della fine dell’attuale mandato della Commissione.
La proposta legislativa sui rifiuti è relativamente simile a quella del 2014, ma sostanzialmente più debole.
Joan Marc Simon riferisce che: “..alcuni minori miglioramenti sono stati introdotti, come: il monitoraggio dei rifiuto residuo e la promozione del riuso dei rifiuti elettrici, apparati elettronici, dei beni tessili e dei mobili.
Altri elementi positivi sono il miglioramento atteso delle metodologie e una maggiore chiarezza nella definizione e nei requisiti minimi del sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR), che potrebbe aprire la strada ad un eco-design migliore: come delineato nel recente rapporto pubblicato da Zero Waste Europe sulla ridefinizione della responsabilità del produttore.
Dall’altro lato, Zero Waste Europe è critica sulla proposta legislativa in quanto fallisce nell’affrontare i temi di prevenzione e riutilizzo. Arriva al punto di eliminare i rifiuti alimentari e gli obiettivi di riduzione dei rifiuti marini, è meno ambizioso sulla raccolta dei rifiuti biodegradabili separati, abbassa gli obiettivi di riciclo dei rifiuti e fa ben poco per evitare gli effetti “lock-in” causati dalle strategie ‘Rifiuti Zero in discarica’.
I nostri casi-studio di Contarina, Lubiana e Gipuzkoa evidenziano come sia possibile raggiungere più del 70% di tasso di riciclo e una sostanziale riduzione di rifiuti prodotti in meno di 10 anni, andando a ridurre i costi di gestione e creando posti di lavoro locali.
Ci auguriamo che il processo di codecisione che prende il via oggi possa arrivare a proporre più di quanto la Commissione stia facendo ora e non meno di quanto sia fattibile e necessario per arrivare ad un’economia circolare” conclude Simon.










