Sono passati 6 anni da quando il Centro Ricerca RZ di Capannori, Zero Waste Italy e Ambiente e Futuro lanciarono la campagna contro 24 prodotti non riciclabili e/o compostabili. Vennero “constatati” proprio dal lavoro di analisi del sacco dell’indifferenziato svolto dal Centro Ricerca Rifiuti Zero instituito nel 2010 dal Comune di Capannori ed ormai esempio concreto di quella “scienza dei cittadini” che si configura sempre più quale nuova frontiera della conoscenza volta a contrastare il corto circuito dell’inciviltà dell’usa e getta. Lo studio del RUR (Rifiuto Urbano Residuo) è infatti strategico nel coinvolgere la Responsabilità Estesa dei Produttori chiamati a progettare ed immettere sul mercato prodotti “digeribili” dai cicli naturali. Tra questi 24 prodotti ne sono rimasti davvero pochi ad oggi privi di alternative facilmente reperibili sul mercato a prezzi addirittura convenienti mentre la presa di coscienza dei disastri provocati dalla plastica monouso soprattutto nei confronti degli ecosistemi marini. Richiamiamo sommariamente i prodotti allora censiti nella black list: pannolini, pannoloni, assorbenti femminili, tubetti di dentifricio, spazzolini da denti, rasoi usa e getta, scontrini fiscali in carta termica, mozziconi di sigaretta, stoviglie usa e getta, appendini in plastica, penne e pennarelli non ricaricabili, rasoi usa e getta, capsule e cialde per caffè monoporzionato, ecc… a cui la pandemia ha aggiunto mascherine, guanti e camici in tessuto non tessuto e in lattice. Ma Zero Waste da sempre non è NYMBY (non nel mio giardino) e ai NO a questi prodotti non riciclabili ha opposto prodotti che grazie anche ad un crescente bisogno di marketing ambientale hanno trovato sempre più spazio spesso impegnandosi direttamente nell’avanzare progetti e start up. Sarebbe sterile attribuirci tutti quanti i meriti per le “soluzioni” promosse (l’importante è che le soluzioni ci siano!) ma risponde al vero il percorso di ricerca spesso sul campo incontrando progettisti ed imprenditori per studiare, verificare, mettere a punto, promuovere nuovi prodotti e nuovi materiali (i funghi dai fondi del caffè, i pallet dallo scarto di pulper, le mascherine lavabili realizzate con Eta Beta e l’Università di Bologna, il “vetro liquido” di Qwarzo, l’acchiappamozziconi ecc). Poi a dar manforte è arrivato nel luglio 2020 la messa al bando dei prodotti in plastica monouso (la SUP) da parte UE che ci ha spinto a dar vita alla Vetrina dei Prodotti Rifiuti Zero permettendoci di verificare e testare almeno 70 prodotti esistenti in commercio a costi accessibili alternativi alla plastica usa e getta e comunque riusabili e/o riciclabili. Questo percorso ci ha portato ad intessere una collaborazione con molte imprese (almeno 20) divenute co-promotrici della Vetrina di questi prodotti innovativi. Potevamo fermarci qui? Di slancio abbiamo pensato di promuovere un Concorso ed un premio per 10 Prodotti rispondenti alla visione ZW tra i quali individuare il Prodotto Rifiuti Zero dell’anno 2022. Grazie alla preparazione di questa gara tra virtuosi abbiamo censito risultati strabilianti per la loro capacità innovativa: gli scontrini fiscali riciclabili e senza plastica, la lavatrice che intercetta le microplastiche dei nostri abiti sempre più farciti di tessuti acrilici, tovaglioli e asciugamani da cotone riciclato, teli per pacciamatura in carta, scarpe riparabili e compostabili, spugne e spugnette biodegradabili, cannucce commestibili, incarti in cera d’api, borse e zainetti realizzati con ombrelli rotti, appendini in carta riciclata e molto eleganti, alimenti realizzati con prodotti altrimenti abbandonati sul campo oppure realizzati grazie alla coltivazione della canapa (di cui non si butta via niente!), vasi per orticoltura e giardinaggio in fibra di legno che si possono piantare direttamente sul terreno e mini piante ornamentali da accudire per ornamento e per educare alla circolarità. Qui li abbiamo elencati (e nemmeno tutti). Presto renderemo noti i “marchi” e le imprese virtuose che li hanno “creati” per poi procedere alle premiazioni che avverrano il 23 ottobre a Capannori nel corso di una iniziativa internazionale promossa dall’Accademia Rifiuti Zero Mediterraneo. Però prima di decidere le nomination e i 10 premiati ma soprattutto il Premio ZW Top dell’Anno sarà importante anche il parere di ognuno di Voi. Per questo rimanete sintonizzati.
Rossano Ercolini e Alexandra Onorato
coordinatori della campagna dei Prodotti Rifiuti Zero.










