22.03.21 – Questa mattina Zero Waste Italy ha partecipato alla conferenza stampa insieme a tutti i soggetti coinvolti nel progetto delle mascherine lavabili certificate Eta 20,  un progetto della cooperativa sociale Eta Beta di Bologna. Quando i buoni propositi incontrano la concretezza e la coerenza delle azioni, si assiste al nascere di meritevoli sviluppi. Siamo di fronte ad un’idea imprenditoriale che crea lavoro impiegando persone svantaggiate e preoccupandosi dell’impatto ambientale di quello che rappresenta il nuovo prodotto e di conseguenza poi scarto, di uso quotidiano: la mascherina.
Come ha ricordato la Vicepresidente della Regione Emilia Romagna Elly Schlein, anche lei collegata, mettere insieme l’inclusione sociale e l’economia circolare saranno dei pilastri per il Green New Deal ed è per questo che anche le istituzioni dovranno fare la loro parte sostenendo le buone pratiche ed avvalendosi dello strumento economico del green public procurement per i loro acquisti 
Dalla nostra collaborazione siamo onorati di aver visto nascere una linea di mascherine con logo Zero Waste, mascherina certificata dall’Università di Bologna che stiamo promuovendo tra i nostri attivisti, tra i Comuni Italiani Rifiuti Zero e nel green corner allestito al Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori.A seguito della recente decisione del Parlamento Europeo di entrare solo con dispositivi medici usa e getta, Zero Waste Europe di cui io sono Presidente, scriverà una lettera formale di protesta ma anche di proposta, mostrandogli concretamente come ha fatto Eta Beta, che le alternative più ecologiche sono già pronte.
Basta con queste mascherine monouso in tessuto non tessuto, di dubbia provenienza estera, di dubbia efficacia mentre assistiamo ad una seconda ondata ancora più contagiosa del virus, protagoniste di decine e decine di scandali per le certificazioni contraffatte.
Proteggiamo la nostra Salute e proteggiamo il nostro Ambiente, entrambe le cose, si può!