Capannori è un esempio in Europa di sostenibile gestione dei rifiuti.

 

Mentre spesso sindaci e politicanti si agitano per far emergere (a volte con iniziative di discutibile localismo) a livello internazionale  l’immagine della propria città, a Capannori questo bisogno di sbracciarsi non c’è proprio. A mettersi in luce sono la sua storia, che ha respinto l’inceneritore e la sua comunità che per prima in Europa ha imbracciato in modello Zero Waste.

Adesso è il quotidiano (nella versione online) londinese The Guardian che nella edizione di ieri cita Capannori a proposito delle “cities skylines”, articolo a firma dell’urbanista Finn Williams, in quanto eccellenza che dopo aver sconfitto un inceneritore sta facendo registrare un alto livello di raccolta differenziata e di riciclo a tributare un riconoscimento ulteriore ad una storia vera costruita da un’intera comunità.

Cosi’ mentre in questi giorni a Firenze il sindaco Nardella e i suoi cortigiani magnificano le sorti dell’inceneritore non sono in questo caso comitati, associazioni e movimenti ma il Guardian a indicare la via della eccellenza.

Eppure Capannori non è Firenze (capitale del Rinascimento) ma tutto sommato un piccolo comune della provincia toscana che però ha avuto il coraggio e la tenacia di difendere con il civismo più intransigente il proprio territorio dalla prepotenza della lobby dell’incenerimento.

Evidentemente questo è il nuovo rinascimento di rifiuti zero che colpisce l’immaginario internazionale alla ricerca di modelli urbani da imitare.

Chi si sarebbe occupato di Capannori se lì la Regione Toscana fosse riuscita a costruire l’inceneritore!

Questo conferma che chi vuole gli inceneritori è “grigio” e non interessato a promuovere per i propri territori il meglio ma ciò che fa’ gola agli affaristi . A questi grigi signori chiediamo di fare un passo indietro perchè Firenze, la Toscana e tutta Europa hanno bisogno del rinascimento di rifiuti zero e non di questi piccoli ras tribali “impiccati” al passatismo del “pensiero unico” dell’incenerimento.

Traslando si potrebbe dire che quello del Guardian è un siluro (certo indiretto) a quanti addirittura si negano alla democrazia del confronto per sostenere il grigiore inquinante degli inceneritori.

Per quanto mi riguarda la soddisfazione di aver contribuito a trasformare una vittoria locale in una vittoria globale è grande tra l’altro raccontata in un libro (Non bruciamo il futuro ed.Garzanti) dal forte “profumo” di “Empowerment” che non à un nuovo  brand ma che sa tanto di pulito!

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy e Zero Waste Europe