Spett.le Dott. Gian Luca Galletti
Ministro dell’Ambiente
Oggetto: inceneritori e salute
Gentile Ministro,
Ho letto con interesse le Sue dichiarazioni su terra dei fuochi e termovalorizzatori, divulgate dalla stampa nazionale in data 22 agosto 2014 http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/caserta/notizie/cronaca/2014/22-agosto-2014/galletti-terra-fuochi-100-giorni-svolta-vera-stanco-sentire-solo-no–2301596131.shtml
In quel contesto, Lei afferma: “I termovalorizzatori non fanno male. E allora dico alla gente del Sud e alle popolazioni campane: meno emotività, fidiamoci della scienza”.
Concordo indiscutibilmente con la seconda parte della Sua affermazione (“fidiamoci della scienza”). Proprio per questo mi permetto di dissentire completamente sulla prima parte (“i termovalorizzatori non fanno male”).
Numerose evidenze fornite dalla letteratura scientifica internazionale (pubblicazioni su autorevoli riviste con revisori e impact factor), in continua crescita, hanno ripetutamente dimostrato che gli inceneritori di rifiuti emettono sostanze tossiche per l’ambiente e per la salute, che molte di queste sostanze si accumulano nelle matrici ambientali e nell’uomo, che superano la barriera placentare (danneggiando la vita fetale), che sono trasmissibili persino attraverso il latte materno e che causano un incremento di rischio sanitario per malattie neoplastiche e non neoplastiche, un aumentato rischio di ritardo psicomotorio nei bambini, un aumentato rischio di malformazioni fetali, di basso peso alla nascita e di parti pretermine.
Queste evidenze internazionali sono valide anche per i cosiddetti “inceneritori moderni” (un maldestro tentativo di migliorare una pessima pratica di gestione dei rifiuti) e la certificazione di un incremento del rischio sanitario per i residenti nei territori limitrofi agli inceneritori deriva anche, oltre che da studi internazionali, da ampi studi nazionali (ad es. lo studio ERAS Lazio, lo studio Moniter), condotti da autorevoli enti pubblici (Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Nazionale della regione Lazio, Arpa Lazio, Regione Emilia Romagna, ARPA Emilia Romagna).
Persino sul sito ufficiale del Ministero della Salute, al seguente link http://www.rssp.salute.gov.it/imgs/C_17_tavoleRelazione_6_listaTabelle_tabelleItemName_3_fileTabella.pdf troverà una Tabella tratta dalla “Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009-2010”, nella quale si riporta un aumento del rischio relativo di malformazioni congenite e di numerosi tumori maligni in seguito all’esposizione di Comunità alle emissioni da incenerimento dei rifiuti.
In riferimento alla situazione Campana, mi permetto di scriverLe perché apprezzo moltissimo la Sua apertura a soluzioni alternative (“Io sono pronto a discutere, ma mi sia dia una soluzione subito”), che consentirebbero di accogliere le richieste provenienti da un territorio che, andando ben oltre i “soli no”, chiede scelte che vadano nella direzione di una gestione sostenibile dei rifiuti e di un progressivo abbandono dell’incenerimento e delle discariche, nel rispetto delle più recenti direttive comunitarie e della raccomandazione del Parlamento Europeo agli Stati membri (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&reference=P7-TA-2012-0223&language=EN&ring=A7-2012-0161 ), orientate al rispetto della gerarchia di gestione dei rifiuti e alla necessità di un progressivo “phasing-out”dall’incenerimento entro il prossimo decennio, preferendo riduzione della produzione dei rifiuti, riciclo, recupero di materia e compostaggio.
Numerose esperienze nazionali e internazionali dimostrano che questo è possibile anche in tempi brevi e che sarebbe attuabile anche in Campania, Regione che ha già subito (e che continua a subire) le pesanti conseguenze sanitarie e ambientali di decenni di cattiva gestione (legale e illegale) dei rifiuti.
La popolazione Campana (come quella residente in molte altre zone d’Italia) chiede solo che, in alternativa all’incenerimento e alla distruzione di risorse altrimenti utilizzabili, venga soddisfatto il suo bisogno di impianti di compostaggio e di recupero a freddo di materia, nel rispetto del diritto alla salute, dell’articolo 41 della Costituzione (“L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”), del principio di sussidiarietà (articolo 118 della carta Costituzionale), del diritto di partecipazione sancito dalla convenzione internazionale di Aarhus e del principio di precauzione, riconosciuto dalla normativa nazionale e internazionale.
Nel confermarLe la disponibilità di ISDE Italia a fornire ulteriori informazioni e piena collaborazione al Suo Ministero e a chiunque altro possa ritenerli utili, e nella speranza che la Campania possa rappresentare una delle tappe principali nel percorso del nostro Paese verso una gestione sostenibile e virtuosa dei rifiuti e che le richieste dei campani possano essere prese in considerazione dal Suo Ministero e dal Governo, La ringrazio per l’attenzione concessa e Le porgo cordiali saluti.
Dott. Agostino Di Ciaula
Referente Regionale per la Puglia di ISDE Italia
(International Society of Doctors for Environment)
e-mail:agostinodiciaula@tiscali.it – isde@ats.it









