Comunicato stampa – Sabato 6 settembre a partire dalle 15,30 presso il Giardino Miravalle di Montefoscoli (Palaia-Pisa) si terrà l’incontro regionale Rifiuti Zero.
I temi che verranno trattati saranno:
– la convocazione della Conferenza dei Servizi prevista per il 25 settembre per l’autorizzazione dell’impianto di ossicombustione di Peccioli (a cui è prevista la partecipazione di alcuni comuni della Valdera a partire dal comune di Palaia);
– la presentazione del “Manifesto per la costruzione dell’economia circolare in una Toscana Rifiuti Zero” che verrà sottoposto alla firma sia dei candidati presidenti della futura Giunta regionale, sia alle singole liste che sostengono i vari schieramenti;
– la promozione della Giornata Europea per una moratoria sulla costruzione di inceneritori e combustione dei rifiuti promossa da Zero Waste Europe prevista per il 30 settembre.
In particolare nell’incontro, a cui sono invitati i circa 50 comuni Rifiuti Zero della Toscana (32 dei quali concentrati nell’ATO Costa), verrà fatto il punto sul percorso di approvazione dell’ossicombustore che dura da oltre un anno (il procedimento avrebbe dovuto durare non più di 90 giorni) e che risulta ancora lungi dall’aver superato gli scogli circa che cosa bruciare (questo impianto tratterebbe un flusso di cosiddetto “slurry” prevalentemente a matrice organica, e questo flusso è molto ridotto da reperire in ATO Costa) ed inoltre ancora “arranca” nel dimostrare l’utilizzo delle “perline vetrose” che al momento non sono ancora incluse nell’elenco dei rifiuti End-Of-Waste (che cessano cioè di essere considerati rifiuti) e che sono quindi solo ceneri di combustione.
Ricordiamolo: un impianto che costerebbe ai cittadini della costa oltre 185 milioni di euro quando per trattare il residuo dopo raccolte differenziate spinte all’80% basterebbe un’impiantistica “a freddo” in grado di recuperare materiali dall’indifferenziato riducendo a circa il 7-8% il flusso stabilizzato da conferire a discarica con un costo inferiore almeno del 70% rispetto all’ossicombustore. Lo stesso ossi-inceneritore avrebbe comunque bisogno di discarica per collocarvi circa il 18-20% di ceneri. Un impianto, infine, privo di riferimenti industriali esistenti (non ve ne sono al mondo di simili) i cui rischi di investimento verrebbero spalmati sulle comunità in cambio di… un impatto inquinante di cui proprio nessuno sente il bisogno in Valdera. Sì, perché questo impianto, verrebbe realizzato in un’area che già adesso pur rappresentando il 2% del territorio regionale ospita circa il 40% del totale dei rifiuti della Toscana.
Per questo l’incontro rappresenta anche un’occasione, tra l’altro in piena campagna elettorale, per dimostrare forte sostegno al comune di Palaia e agli altri comuni di area pisana presenti in Conferenza dei Servizi da parte dei movimenti della società civile e degli stessi comuni Rifiuti Zero.
L’incontro è promosso da Zero Waste Italy e dal Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori in collaborazione con il TAT di Montefoscoli e con l’Associazione NO Valdera Avvelenata. Aderisce il comune di Palaia.
Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Italy e Coordinatore del Centro Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori









