Il 13 e 14 giugno a Capannori si è tenuto un incontro nazionale che ha riunito oltre cento partecipanti tra amministratori locali, tecnici, attivisti e studiosi da tutta Italia. Il tema al centro dell’iniziativa è stato il rinnovo dell’accordo ANCI–CONAI–ARERA–ANEA, alla luce della Direttiva Europea 851 del 2018.

A oggi, i costi della raccolta e gestione degli imballaggi ricadono ancora in gran parte sui Comuni, e quindi sui cittadini. Questo nonostante la normativa europea imponga con chiarezza l’applicazione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), secondo cui dovrebbero essere i produttori a sostenere almeno l’80% dei costi. L’Italia ha recepito formalmente questa direttiva, ma continua a ignorarne l’attuazione, con un impatto economico di oltre 1,5 miliardi di euro annui a carico della fiscalità locale.

Come Rete Rifiuti Zero chiediamo:

  • la copertura effettiva di almeno l’80% dei costi da parte dei produttori;
  • il passaggio da raccolte “congiunte” a raccolte selettive di qualità, in grado di garantire materiali riciclabili puliti e valorizzabili;
  • disincentivi chiari alla produzione di imballaggi non riciclabili e alla plastica usa e getta;
  • l’introduzione di sistemi di deposito cauzionale (DRS) per PET e lattine, già previsti dalle normative europee;
  • maggiori entrate per i Comuni e conseguenti risparmi per i cittadini.

Queste richieste non sono tecnicismi, ma elementi fondamentali per costruire un sistema coerente con i principi dell’economia circolare, oggi sempre più urgente anche alla luce della crisi delle materie prime e dell’emergenza climatica.

La lettera aperta con queste proposte è stata trasmessa agli interlocutori istituzionali competenti. Chiediamo che venga ascoltata e recepita. Non possiamo più permetterci ritardi o accordi al ribasso. La transizione ecologica passa anche da qui, dalla capacità di rendere giustizia a chi ogni giorno, nei territori, lavora per ridurre, differenziare e riciclare.

Leggi QUI la lettera firmata da Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy e coordinatore del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori