Durante la recente visita in Corea del Sud, il presidente di Zero Waste Italy Rossano Ercolini è stato invitato come ospite speciale al Seoul International Eco Film Festival (SIEFF), il più prestigioso festival cinematografico ambientale della Corea del Sud e uno dei più importanti di tutta l’Asia.

Un’occasione preziosa di confronto e dialogo internazionale sul futuro sostenibile, affrontata con intensità e piena dedizione. Un investimento personale importante che sta già restituendo risultati concreti.

A testimoniarlo è il prestigioso quotidiano coreano Hankook Ilbo, che ha dedicato un ampio articolo-intervista a Rossano Ercolini.

Nell’intervista, curata dalla giornalista Na-sil Choi, viene raccontato il contributo di Rossano Ercolini al movimento Zero Waste e il suo impegno nella promozione di modelli alternativi all’incenerimento, fondati su raccolta differenziata, riuso e diritto alla riparazione. L’esperienza italiana – e in particolare quella di Capannori – emerge come esempio concreto di transizione verso un’economia circolare, capace di superare la logica lineare del “produci-usa-getta”. L’intervista restituisce anche uno sguardo critico su alcune pratiche ancora diffuse, sottolineando la necessità di andare oltre il semplice riciclo per ridurre realmente l’impatto dei rifiuti.

Un riconoscimento importante che conferma, ancora una volta, quanto la voce del movimento Zero Waste sia ascoltata e apprezzata anche a livello internazionale.

Il motivo per cui il vincitore del “Premio Nobel per l’Ambiente” è rimasto sorpreso: “La Corea del Sud è brava nel riciclo, ma…”

Rossano Ercolini, pioniere dello “Zero Waste”

“Raccolta differenziata invece dell’incenerimento”: in un anno un tasso di riciclo all’82%.

“Il riutilizzo, cioè riparare e usare di nuovo, è più efficace del riciclo”
Solo il 16,4% dei rifiuti plastici in Corea viene trasformato nuovamente in plastica.
“Le aziende hanno il potere di cambiare il mondo… ma servono richieste dai consumatori”

Rossano Ercolini, attivista ambientalista di base impegnato da oltre 40 anni nella gestione dei rifiuti e presidente di “Zero Waste Italy”, ha visitato per la prima volta la Corea del Sud per partecipare al Seoul International Environmental Film Festival, che si svolge dal 5 al 30 di questo mese. Ercolini ha dichiarato:

“La società civile locale, i governi locali (le amministrazioni locali) e le imprese devono collaborare insieme, come una squadra, per affrontare il problema dei rifiuti e sostenere la sostenibilità. Se non collaboriamo, finiremo per perdere tutti insieme.”

“È la mia prima visita in Corea, e sono rimasto sorpreso e felice nel vedere che anche i cestini per strada sono ben suddivisi per tipo – lattine, carta, plastica – e che le persone sembrano molto abituate al riciclo.”

“L’uso non necessario della plastica monouso è un’assurdità”

Nonostante la Corea sia considerata un paese avanzato nel riciclo, nel 2022 la quantità di rifiuti plastici pro capite era di 103,9 kg, più del doppio della media dei 30 paesi membri dell’OCSE (44,2 kg). Ercolini sottolinea che il primo passo per risolvere il problema dell’inquinamento causato dalla plastica è ridurre l’uso “sciocco” della plastica monouso. Aggiunge: “Che sia in Corea o in Italia, lo stile di vita delle grandi città – dove il take-away – è comune può essere un problema. Non sono contro tutta la plastica, ma considerando che solo il 9% della plastica mondiale viene riciclata, usare plastica monouso quando non è necessario è semplicemente sciocco.”

Una scena del documentario Plastic Fantastic, che indaga la gravità dell’inquinamento da plastica e le possibili soluzioni, attraverso incontri con rappresentanti dell’industria della plastica, scienziati e attivisti ambientali. Due cani sono seduti su una montagna di rifiuti. Ogni anno, più di 11 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono in mare — l’equivalente di un camion di grandi dimensioni da 24 tonnellate ogni secondo. Questi materiali plastici si degradano in microplastiche e si accumulano nei corpi degli animali e degli esseri umani.

L’attivista che ha contribuito a portare il tasso di riciclo dei rifiuti nella sua città natale all’86%

Ercolini proviene da Capannori, una cittadina di circa 46.000 abitanti in Toscana, Italia. Ex insegnante elementare, negli anni ’90 ha impedito la costruzione di un inceneritore nel suo territorio sensibilizzando i cittadini sui danni alla salute. Ha promosso il riciclo della carta nella scuola in cui lavorava, eliminato l’uso di plastica monouso nelle mense scolastiche e impegnandosi per oltre 40 anni nel movimento Rifiuti Zero, per una gestione sostenibile dei rifiuti.

In collaborazione con le autorità locali, ha introdotto un sistema di raccolta differenziata e riutilizzo. All’epoca, l’incenerimento era il metodo principale in Europa, ma solo un anno dopo l’introduzione del nuovo sistema, Capannori ha visto il suo tasso di riciclo salire dal 10% all’82%. Nel 2007, Capannori è diventata la prima città europea a dichiararsi “Zero Waste”, raggiungendo un tasso di riciclo dell’86,5% nel 2021 (la media europea è circa il 48%). Anche la quantità di rifiuti residui pro capite è di soli 59 kg, il 60% in meno della media italiana. Grazie agli sforzi suoi e dei suoi colleghi, nel 2022 Capannori ha ottenuto la prima certificazione italiana di “Città Zero Waste”.

Un’immagine dal rapporto Plastic Korea 2.0 – 2023, pubblicato da Greenpeace e dal team di ricerca dell’Università Nazionale di Chungnam. Il rapporto mostra che, nel 2021, solo il 16,4% dei rifiuti domestici in plastica raccolti in modo differenziato è stato riciclato come plastica attraverso il riciclo meccanico. Una parte significativa è stata invece incenerita direttamente (32,6%) o interrata (12,8%). In Corea del Sud, anche l’incenerimento della plastica per produrre energia (come nei termovalorizzatori) viene conteggiato come “riciclo”, ma secondo gli standard europei, questo non è considerato riciclo.

L’ambasciatore globale dello Zero Waste

Rossano Ercolini (70 anni), attivista di base che promuove il movimento “Zero Waste” in Europa, Asia, Nord e Sud America, ha condiviso queste osservazioni in occasione della sua prima visita in Corea.

Vincitore nel 2013 del Goldman Environmental Prize, conosciuto come il “Premio Nobel per l’Ambiente”, è presidente di “Zero Waste Italy”. È venuto in Corea per partecipare al Festival Internazionale del Cinema Ambientale di Seul, organizzato dalla Korea Foundation for Environmental Movements, che si svolge dal 5 al 30 giugno.

Pur lodando l’elevata cultura della raccolta differenziata in Corea, ha osservato: “Sono stato al festival di cinema sull’ambiente a Seul l’altro giorno, eppure molti cittadini usavano bicchieri di plastica monouso.”

La Corea ha un tasso di raccolta differenziata molto alto: l’86,8% nel 2023. Tuttavia, questo sistema può illudere i cittadini che il problema si risolva semplicemente buttando via correttamente i rifiuti. Come evidenziano i dati, la Corea ha una produzione pro capite di rifiuti plastici molto elevata e, secondo uno studio pubblicato nel 2023 da Greenpeace con il contributo del professor Jang Yong-cheol dell’Università Nazionale di Chungnam, solo il 16,4% dei rifiuti plastici domestici è stato effettivamente riciclato in nuova plastica. Il resto viene incenerito o smaltito in discarica, emettendo gas serra o altre sostanze inquinanti.

Ercolini ha affermato: “Bisogna abbandonare il modello lineare produzione-consumo-smaltimento e passare ad un’economia circolare. Riparare gli oggetti consente di evitare l’estrazione di nuove risorse e le emissioni legate alla produzione.” L’Unione Europea, infatti, nell’agosto scorso ha introdotto una legge per rafforzare il diritto alla riparazione (Right to Repair), consentendo ai consumatori di ottenere riparazioni più facili, economiche e indipendenti dalla garanzia biennale.

Le aziende devono cambiare, ma servono consumatori attivi

Ercolini ha sottolineato che i consumatori devono essere i protagonisti del cambiamento per ridurre i rifiuti. “Scrivere lettere a grandi catene di caffè che fanno largo uso di plastica può essere un modo per far pressione”, ha suggerito.

Anche lui ha inviato lettere a molte aziende chiedendo di cambiare design e materiali degli imballaggi per facilitarne il riciclo, collaborando anche con la più grande azienda di caffè italiana, Lavazza, per sviluppare packaging riutilizzabili. Ha affermato: “Le aziende hanno il potere di cambiare. Sono nella nostra stessa squadra. Se cittadini, politici e imprese non affrontano insieme il problema dei rifiuti e del cambiamento climatico, perderemo tutti.”

Una vecchia lavatrice? Meglio ripararla che riciclarla: il guadagno è 50 volte maggiore

Ercolini ha illustrato i “10 passi per praticare lo Zero Waste”, tra cui il riciclo, il compostaggio dei rifiuti organici e la riduzione della produzione di rifiuti, ma ha posto particolare enfasi sull’importanza del riutilizzo. “Recuperare rame e alluminio da una lavatrice abbandonata vale solo 3-4 euro, ma ripararla e riutilizzarla può farla valere fino a 150 euro. La riparazione è ecologica ed economica”, ha concluso.

Il 7 giugno scorso, presso il Megabox di Hongdae, nel distretto di Mapo a Seul, si è tenuta la proiezione del documentario “Plastic Fantastic”, incentrato sull’inquinamento da plastica. Dopo la proiezione, durante l’incontro con il pubblico (GV – Guest Visit), è intervenuto Rossano Ercolini, presidente di “Zero Waste Italy”.