L’associazione è lieta di comunicare che Marta Ferri, a nome di Zero Waste Italy, farà parte del programma di scambio intercontinentale tra Europa e Cina “EU-China NGO Twinning Exchange” promosso dalla Stiftung Asienhaus di Colonia e finanziato dalla Robert Bosch Stiftung.
Il programma darà l’opportunità a sette associazioni europee e sette organizzazione cinesi di incontrarsi ognuna nel territorio dell’altra per poter creare un percorso di collaborazione reciproca basata su un fervente scambio di informazioni, tecniche e conoscenze.
Argomento topico dello scambio è la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, laddove la salvaguardia per il territorio, così come la gestione dei rifiuti, fanno da filo rosso per la cooperazione che ogni coppia di partecipanti intenderà costruire.
In questo contesto, Zero Waste Italy è gemellato con l’organizzazione “Friends of Nature” (FON) (http://doteco.org/partners/friends-of-nature/), di Beijin, la prima relatà nazionale del suo genere ad esser stata creata in Cina, ancor prima che tematiche di tutela ambientale e l’attenzione circa il ciclo di rifiuti divenissero popolari.
Come Zero Waste Italy, anche Friends of Nature ha adottato la strategia Zero Waste come alternativa all’incenerimento e all’uso indiscriminato di discariche, elmenti che nel territorio cinese abbondano, così come i rifiuti. Per questo, le due associazioni concentreranno le proprie forze per costruire sinergie capaci di scambiarsi conoscenze e tecniche capaci di migliorare reciprocamente sistemi di gestione, smaltimento e riduzione della produzione dei diversi tipi di rifiuti.
Il programma di scambio, prevede che per primi i partecipanti europei si rechino in Cina. Il 7-8 settembre è stato organizzato un un workshop introduttivo a Shanghai, dove i partecipanti potranno confrontarsi e avere informazioni circa le abitudini cinesi e la situazione socio-politico, economico e culturale della nazione, elementi fondamentali per la buona riuscita del programma.
Andando nello specifico dello scambio, Marta passerà 5 settimane in Cina, in compagnia di Lin Youzhu, dipendente di FON, che è stata fra i primi ad aderire al progetto che promuove la strategia Zero Waste come alternativa all’attuale stato di cose in Cina ed oltre. Lin, che preferisce farsi chiamare Ginny, è inoltre membro associato di GAIA ed è stata in contatto con Zero Waste Europe in precedenza. Marta e Ginny, avvieranno attività e “investigazioni” insieme, con altri membri di FON e con altri gruppi collaboratori, lavorando in buona parte a Beijin e dintorni. Grazie a questo, Marta potrà compiere un’analisi circa le comunità di eccellenza del territorio e incontrare tecnici e ricercatori circa le azioni di riciclo, in particolare relativamente ai RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e i metalli prezioni e terre rare contenenti in essi.
Dieci giorni, invece, saranno spesi in una ricerca di campo nell’isola di Taiwan, dove Marta e Ginny faranno parte di una troupe di membri di FON che si recherà nell’isola per instaurare o continuare collaborazioni con le comuinità locali relativamente alla riduzione e gestione dei rifiuti correlata alla salvaguardia dell’ambiente e la salute della popolazione.
Questo scambio è un’ottima occasione per Zero Waste Italy di continuare una certa relazione, iniziata parzialmente in precedenza con la visita di Rossano Ercolini, sempre a Beijin, al Beijin Shi FengtaiI Qu Yuantou Aihozhe Environmental Institute e all’Università di Shanghai per lo “Zero Waste and low carbon develoment” Forum che si è tenuto a dicembre 2014.
Seppur in maniera contradditoria e complessa, la nazione cinese sembra stia aprendo alcune possibilità relative alla costruzione di un certo tipo di sostenibilità ambientale e, parzialmente, anche sociale e culturale, dando spazio alle realtà nazionali e locali che da diverso tempo stanno investendo attenzione circa alternative relativamente alla produzione energetica, così come alla gestione dei rifiuti che, come la cronaca internazionale afferma, ha raggiunto livelli altissimi, rendendo l’ambiente inquinato e dannoso.
Questo scambio, come altre iniziative simili, da quindi la possibilità non solo di incrementare questa parziale apertura, ma anche di interagire e relazionarsi con alcune delle organizzazioni cinesi che stanno compiendo azioni e opere culturali, sociali ed ecologiche verso la sostenibilità.









